In quegli anni, si affermava un ideale di donna dalla fronte
estremamente spaziosa, al punto che le meno dotate baravano
epilandosi i capelli - come testimoniano numerosi quadri del
periodo.
Le sopracciglia erano sottilissime, tanto da sembrare disegnate
con la punta di un pennello, e gli occhi si preferivano neri
e sporgenti. Anche la bocca doveva essere sottile, mentre
il naso aquilino non dispiaceva affatto.
Ma la particolarità che attirava di più riguardava
il mento, preferito tondeggiante e diviso al centro da una
fossetta.
Da un diritto dei signori feudali a percepire
un tributo in denaro allorché uno dei propri vassalli
o servi contraeva matrimonio, fu in questo secolo che scaturì
una fantasiosa credenza, sorta proprio quando tale diritto non
era quasi più percepito, almeno in Italia.
Si ritenne, cioè, che il signore avesse il diritto di
trascorrere con ogni sposa la prima notte di nozze ("Ius
primae noctis", espressione latina significante "diritto
della prima notte").
In realtà, di ciò non v'è nessuna prova;
gli esempi sbandierati costituiscono singoli episodi di violenza
(il contrario dello "ius", quindi) e nei pochissimi
casi nei quali è noto il tentativo da parte di signori
feudali di esigere l'integrale prestazione del diritto, tale
tentativo provocò rivolte, per cui - in linea generale
- non potè essere attuato.