Viaggio nel tempo
La Cina

Da secoli la Cina è
considerata patria delle forme più raffinate di erotismo.
Nella Cina Taoista del VII secolo, l'atto sessuale veniva
tenuto in grande considerazione, in quanto "fare nuvola
e pioggia" avrebbe permesso l'indispensabile interazione
delle forze cosmiche dello yang, principio attivo (l'uomo),
con lo yin, principio passivo (la donna). L'essenza dello
yang sarebbe lo sperma, mentre quella dello yin la lubrificazione
vaginale. Per tale motivo i maestri cinesi davano tanta importanza
all'atto sessuale, asserendo:"Se l'uomo può cavalcare
dieci donne in una notte, tutto ciò è molto
positivo, poiché se si accoppia sempre con la stessa,
l'essenza vitale si indebolisce
e non è più
in grado di dargli nulla di utile."
Fin dalla pubertà, le giovinette venivano
preparate al ruolo, studiando libri erotici illustrati, veri
oggetti di culto in ogni casa. Nella biblioteca della dinastia
Sui (VII secolo) figuravano testi tipo "L'arte della
camera da letto" ed altri tredici classici, riguardanti
posizioni e ricette per tutte le evenienze, illustrati con
disegni molto espliciti.
Affinché lo yang, l'essenza maschile,
si nutra più a lungo possibile dello ying, l'essenza
femminile, è assolutamente necessario procurare alla
propria partner il maggior numero di orgasmi e per raggiungere
questo scopo all'uomo vengono consigliate pratiche, alle volte
anche un po' dolorose, per trattenere l'eiaculazione. E per
preparare la donna a ricevere il principio attivo, si raccomandava
all'uomo di trascurare la stimolazione di tutte le zone erogene,
perché solo se portata al massimo livello di piacere,
l'essenza dello yin può essere utile allo yang.
I consigli al riguardo sono poetici, ma anche molto precisi:
"Quando il fiore rosso (il sesso femminile) mostra la
propria bellezza ed emana il proprio stordente profumo, al
vostro fianco durante la notte e con il quale voi giocate
facendo vostro il piacere e gli mostrate le immagini che imitate
"
I cinesi sono molto pudichi, tanto è
vero che non si baciano mai in pubblico; ma, raccontano gli
antichi testi, nella camera di Giada "la donna accarezza
lo Stelo di Giada sin quando si umetta la propria Fessura
d'Oro. Il Dardo Positivo deve allora sfiorare le Nervature
di Giada (le labbra) e giocare con la Terrazza del Gioiello
(il clitoride) fin quando la Fenditura di Cinabro non venga
inondata ed egli non possa affondarvi il Dardo Vigoroso."
La sodomia, la fellatio e la masturbazione
venivano consigliate, a patto però che non si avesse
eiaculazione. Erano anche molto usati i falli artificiali,
chiamati "olisbo": i più rudimentali erano
di legno, ma i ricchi ne usavano di preziosi, in avorio o
giada finemente cesellati, di tutte le misure e per tutti
gli orifizi. Oggi questi oggetti sono ricercati dai collezionisti
e alcuni valgono una fortuna.
Per mantenere a lungo l'erezione, gli uomini
circondavano il pene con anelli di giada o di avorio e, per
aumentare il piacere della partner, si facevano scivolare
sotto i testicoli delle campanule birmane, palline che, sfiorando
la Terrazza di Gemme (le labbra), rendevano più completa
l'eccitazione.
L'omosessualità era poi incoraggiata
perché i maestri del X secolo pensavano che le forze
yang o yin aumentassero grazie a questo tipo di contatti della
stessa natura, ma questa non poteva essere una scelta definitiva:
serviva solo a preparare l'uomo o la donna a relazioni eterosessuali.
Soprattutto gli uomini, infatti, non potevano sprecare la
loro preziosa essenza yang con un altro uomo. Le donne, fra
di loro, usavano un olisbo doppio, proprio come quelli che
si vendono oggi nei sex shop. Oppure "la spiga di Canton",
una pianta a forma fallica che si gonfiava a contatto con
l'acqua.
Per raggiungere il massimo grado di erotismo, e quindi la
perfetta fusione cosmica, i corpi dovevano essere preparati
da precisi esercizi e da una dieta controllata. Si sviluppò
anche una complessa farmacopea che prevedeva, ovviamente,
diversi elisir afrodisiaci.
I testi antichi consigliavano polvere di gallina
calva, tre volte al giorno per due mesi, che permetteva all'uomo
di soddisfare quaranta donne; polvere di corna di cervo, che
scongiura l'impotenza; quella di bischiniaka glabra, che potenzia
le capacità dell'uomo, tanto quanto la bile di scimmia
nera.
Sempre dagli antichi testi si sa che i cinesi
non erano soddisfatti delle misure del loro pene e a riprova
di ciò c'è una ricetta per aumentarne le dimensioni:
"Riducete in polvere qualche bischiniana glabrae un po'
di zostera (un'alga simile alla salicornia), passatela al
setaccio e mescolate con estratto di fegato di cane bianco
(!!!), sacrificato alla prima luna. Applicate per tre volte
quest'unguento sulla verga e sciacquatela con acqua di pozzo
tirata su all'alba.
Il pene si allungherà di dieci centimetri." Il
manuale, però, non specifica in quanto tempo
I poveri, non potendosi permettere queste cure
raffinate e costose, rimediavano legando uno straccio intorno
al membro per mantenerlo più a lungo in erezione.
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