Preservativo
La sua storia e il processo di produzione
Il profilattico non è un'invenzione recente: l'uomo
ha sempre cercato di difendersi dalle malattie veneree, un
tempo molto diffuse e pericolose, nonché dalle gravidanze
indesiderate. Gli antichi Egiziani usavano la tela di lino,
mentre i Cinesi arrotolavano sottili fogli di carta impregnate
d'olio, attorno al pene. I Giapponesi ricorrevano ai profilattici
fatti col carapace delle tartarughe, mentre gli antichi Romani
preferivano la vescica di capra. Nell'800 veniva utilizzato
l'intestino d'agnello o capra, Persino la seta è stata
utilizzata per fabbricare preservativi, che si legavano al
pene con un nastro e venivano riutilizzati.
Nel 1839 vengono realizzati i primi preservativi in gomma
( resa elastica grazie al processo di vulcanizzazione scoperto
da Charles Goodyear). Agli inizi del '900 comincia, quindi,
la produzione di massa. Alla gomma si sostituisce il lattice,
materiale tutt'oggi utilizzato come materia prima, unitamente
al poliuretano, per chi soffre di allergia al lattice. In
poliuretano vengono realizzati alcuni modelli maschili e l'ancora
poco conosciuto preservativo femminile.
I preservativi fabbricati oggi sono prodotti ad alta tecnologia
che offrono una sicurezza ottimale e la massima qualità.
Si pensi che oggi la differenza tra rapporto sessuale con
e senza preservativo è di solo 2 centesimi di millimetro,
se si usano profilattici sottili. Ed in ogni caso, qualunque
sia la tipologia di preservativo prescelta, la sensibilità
è assicurata insieme alla massima garanzia.
Il processo di produzione
Tutti i profilattici in commercio devono rispondere a requisiti
precisi di qualità, previsti dalla normativa europea
EN 600 e sono disciplinati come Dispositivi Medici dalla Direttiva
93/42 CE. Il che vuol dire che devono aver caratteristiche
di qualità certificate. Acquistate solo prodotti di
qualità recanti il marchio CE o MD oppure OK, accompagnati
dal relativo foglietto illustrativo e dalla data di scadenza.
I preservativi hanno data di scadenza 5 anni dalla produzione.
Se conservati in luogo asciutto e fresco, non ci sono problemi
sulla loro integrità, nel corso di questi anni. Quando
portate con voi il preservativo non mettetelo nel portafoglio
o nel cruscotto della macchina. Preferibilmente conservatelo
in una scatoletta o in un astuccio dove rimane protetto dalla
luce e da oggetti appuntiti e taglienti. A tal proposito,
esistono in commercio allegri e discreti portapreservativi,
che consentono una conservazione integra del prodotto.
Nell'attuale processo di produzione ( in vasche contenenti
il lattice vengono immerse forme di vetro alle quali il lattice
aderisce e dalle quali viene successivamente staccato tramite
un abbassamento della temperatura) i pezzi vengono controllati
elettronicamente uno ad uno e sottoposti a rigorosi test e
prove di resistenza, prima di essere lubrificati con olio
di silicone ( e con sostanze aromatizzate nel caso di preservativi
agli aromi) e confezionati.
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