Il Parto
Le maternità variano molto a seconda
dellOspedale, per cui non sempre è possibile
soddisfare i propri desideri anche quando questi siano più
che legittimi (possibilità di travagliare in acqua
calda, posizioni libere durante il parto, luci soffuse, musica
dolce in sala parto, etc.).
Di norma la partoriente che si reca in ospedale
deve passare per l'Accettazione.
In accettazione viene effettuata la visita
interna, auscultato il battito cardiaco fetale, rilevata la
pressione arteriosa, compilata la cartella clinica.
Se la paziente viene ricoverata, si trasferisce
in reparto.
In sala travaglio viene eseguito il monitoraggio:
si posizionano tramite due cinture elastiche, due trasduttori
sulladdome materno. Uno registra le contrazioni uterine,
laltro lattività cardiaca fetale. Il tracciato
che ne deriva (tracciato cardiotocografico) consente di valutare
lo stato di benessere del nascituro con buona approssimazione:
permette cioè di diagnosticare una sofferenza del feto.
Quando è il momento la paziente viene
trasferita in sala parto. Se lo desidera, in sala parto può
entrare il proprio partner o un altro congiunto (madre, zia,
sorella, amica).
In tutti gli ospedali dovrebbe essere offerta
alla donna la possibilità di scegliere se usufruire
o meno di una metodica di analgesia in travaglio e parto.
ANALGESIA DEL PARTO
Il metodo più efficace è la somministrazione
per via peridurale o spinale di anestetici locali e oppiacei
a basso dosaggio (con una piccola puntura sulla schiena nello
spazio fra due vertebre). La peridurale può essere
eseguita nel momento in cui lostetrico verifica che
le condizioni locali siano permittenti (dilatazione del collo
adeguata, testa fetale confrontata).
Vantaggi:
riduce lo stress materno-fetale
favorisce la dilatazione del collo uterino
(accorciando i tempi del travaglio)
i bambini sono svegli e vivaci, poiché
i farmaci analgesici vengono iniettati e utilizzati a livello
dei nervi lombari della madre, con scarsa o nulla azione fetale
in caso di taglio cesareo, il cateterino peridurale
già posizionato permette rapidamente lesecuzione
di unanestesia peridurale, meno disturbante e rischiosa
dellanestesia generale (ed anche in questo caso la madre
può rimanere sveglia e veder nascere il proprio bambino).
Effetti collaterali possibili:
sensazione di gambe "calde e pesanti"
difficoltà ad urinare
abbassamento transitorio della pressione arteriosa
prurito di lieve entità
difficoltà a muoversi
Complicanze possibili:
allergie al farmaco
riduzione dellattività contrattile
uterina (raramente con perdita del senso della spinta)
puntura della dura madre (1% dei casi) con
conseguente mal di testa per alcuni giorni
Complicanze estremamente rare:
danni neurologici centrali o periferici di
diversa entità e gravità anche non reversibili
La metodica potrebbe anche non essere eseguibile
per difficoltà anatomiche o potrebbe qualche volta
non fornire unanalgesia adeguata.
Metodi alternativi: TENS, agopuntura, aromaterapia,
omeopatia, ipnosi, massoterapia, reflessologia (interessarsi
se attuabili presso il proprio centro).
I TRE STADI DEL PARTO
Primo Stadio (periodo dilatante)
Graduale dilatazione del collo dellutero.
Nella primigravida il tempo dallinizio del travaglio
attivo (dilatazione almeno 3 cm) alla dilatazione completa
(circa 10 cm) è compreso fra 6 e 12 ore. Questa prima
parte del travaglio può essere dolorosa o spossante:
è qui che si metteranno in pratica le tecniche apprese
nel corso di preparazione o che in alternativa si potrà
richiedere lanalgesia.
Se le contrazioni si diradano o non sono valide
(cioè sono poco efficaci) è possibile somministrare
l'ossitocina in fleboclisi, farmaco di natura ormonale che
stimola l'utero a contrarsi e - a bassi dosaggi - serve a
regolarizzare un'attività contrattile uterina non coordinata.
Secondo Stadio (periodo espulsivo)
Espulsione del bimbo attraverso il canale del
parto. Può durare unora o due.
Spesso è possibile scegliere la posizione
preferita, in cui una donna si sente meglio di riuscire a
"spingere" (seduta, in piedi, sdraiata, in ginocchio,
carponi, accovacciata). Queste posizioni si possono anche
alternare luna allaltra.
Allinizio di ogni contrazione, dopo due
respiri profondi, si inizia a spingere verso il basso (con
lo stesso meccanismo con cui ci si scarica) trattenendo laria
nei polmoni. Fra una spinta e laltra si riprende fiato,
cercando di sfruttare al massimo ogni contrazione (circa 3-4
spinte per contrazione).
Il periodo di tempo compreso fra una contrazione
e la successiva serve per riposarsi e riacquistare le forze.
La presenza del partner può essere di grande aiuto,
ma è lostetrica che guiderà con armonia
il processo. Quando la testina del bimbo si affaccia ai genitali
esterni, la partoriente può vederla con uno specchio
o toccarla con la propria mano (per rendersi conto, se lo
desidera, di quello che sta accadendo). Ad un certo punto
lostetrica dirà di non spingere più o
di farlo con molta delicatezza, per evitare lacerazioni o
trazioni eccessive. Molto spesso si rende necessario praticare
un piccolo taglio (episiotomia) in anestesia locale, per allargare
lo spazio o accorciare i tempi del parto qualora il bimbo
fosse in debito di ossigeno.
Dopo la testa, escono le spalle (occorre unaltra
spinta) e poi il resto del corpo.
Prima di recidere il cordone ombelicale è
spesso possibile abbracciare il bambino, tenendolo stretto
a sé (primo contatto). Poi il cordone viene clampato
con due mollette e tagliato (il partner può farlo se
lo desidera, sotto la guida dellostetrica).
Il neonato viene asciugato affinché
non si raffreddi troppo e se il pediatra verifica che tutto
è nella norma sarà possibile tenerlo ancora
per un po di tempo e coccolarlo o attaccarlo al capezzolo.
Poi viene portato a fare il bagnetto (per pulirlo
dalla vernice caseosa, che è quella sostanza bianca
e grassa che lo ha protetto quando era immerso nel liquido
amniotico), cui può assistere anche il papà.
Il bambino viene visitato, misurato e pesato.
Il "punteggio di Apgar" è un indice grossolano
dello stato di benessere del neonato che valuta 5 parametri:
battito cardiaco, respiro, colorito, tono muscolare e riflessi.
Questo punteggio si esprime con un voto fino a 10, che viene
assegnato dopo un minuto dalla nascita e nuovamente dopo 5
e 10 minuti. Più preciso è il pH neonatale,
che si dosa sul sangue del cordone ombelicale ed esprime meglio
le condizioni di ossigenazione del feto.
Terzo Stadio (secondamento)
Espulsione della placenta. Avviene dopo 10-20
minuti, ma in assenza di emorragia si può aspettare
anche unora. Uniniezione intramuscolare può
essere praticata per agevolare questo tempo ed evitare uneccessiva
perdita di sangue se lutero fatica a contrarsi adeguatamente.
Espulsa la placenta, lostetrica la esamina accuratamente
controllando entrambe le facce (materna e fetale), separando
le membrane e notando la modalità di inserzione del
cordone ombelicale. La paziente può chiedere di vedere
la propria placenta, se lo desidera. Il secondamento si dice
completo se non rimangono in cavità uterina frammenti
di placenta o lembi di membrane.
Se si evidenziasse una perdita di sangue abbondante
o se dopo unora la placenta non si fosse ancora staccata,
si procederà al "secondamento manuale" in
anestesia generale (lostetrico rimuove la placenta con
la mano ed effettua una revisione della cavità uterina).
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Per
gentile concessione del Dr. Carlo Antonio Liverani
www.gravida.org