La deflorazione dell'infibulata
AFAR o DANACHILI (Somalia - Etiopia)
L'infibulazione consiste nella cucitura della
vagina lasciando soltanto un forellino per la fuoriscita dell'urina
e del sangue mestruale.
Durante la prima notte di nozze le ragazze
vengono sottoposte ad un'altra operazione, più crudele
della prima. Lo sposo che si vanta in giro di essere lui stesso
con la sua potenza virile a deflorare la moglie infibulata,
in effetti invece, essendo ciò materialmente impossibile,
è costretto a condurre la sposa dallo stregone, il
quale provvede con falli di legno di varia misura, a riportare
la ragazza alla sua situazione originaria.
Lo sposo, infine, porta la moglie a casa e
invece di curarla, fermando il sangue che gronda copioso,
pretende l'accoppiamento la stessa notte delle nozze, procurandole
un dolore ancora più intenso.
In molti altri casi è lo stesso sposo
che con sadismo, opera la ragazza con un pugnale accuminato
e poi gioiendo del sangue che esce dalla ferita, penetra impietosamente
la vagina.
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